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Replica all’articolo apparso domenica sul quotidiano "Il Piccolo".

pubblicato 24 feb 2016, 13:29 da Patrick Magnarin   [ aggiornato in data 24 feb 2016, 13:39 ]
Tutto il personale dell’Istituto Comprensivo “L. Da Vinci” esprime sconcerto per l’articolo apparso domenica sul quotidiano "Il Piccolo".

Negli ultimi tempi c’è forse un abuso del termine “bullismo” e capita che tale termine venga utilizzato con troppa leggerezza. Nell’articolo di cui sopra  “bullismo” è stato citato accostandolo a quello del vandalismo: se pure ci può essere correlazione tra i due fenomeni in quanto espressioni di un crescente disagio giovanile, gli atti vandalici si sono verificati al di fuori dell'edificio o al di fuori dell'orario scolastico. Dalla lettura dell’ articolo sembra che la Scuola sia l’ambiente dove hanno origine e attecchiscono i riprovevoli fenomeni, confondendola con l’area scolastica, luogo di ritrovo di giovani e meno giovani del territorio. Ricordiamo inoltre che la scuola è UNA delle agenzie educative, non la sola.

Con il termine “bullismo” non si fa riferimento ad un singolo atto, ma a comportamenti ripetuti, all’interno di un gruppo, da parte di qualcuno che fa o dice cose per avere potere su di un’altra persona. Il termine si riferisce al fenomeno nel suo complesso ed include i comportamenti del bullo, quelli della vittima e anche di chi assiste agli episodi.

È un fenomeno spesso molto subdolo, sommerso e chi ne è vittima si ritrova isolato e prova via via un disagio sempre maggiore.

Spiace perciò che il Sindaco, ricevendo una segnalazione tanto grave, non abbia ritenuto opportuno di chiedere delucidazioni all’Istituzione Scolastica dove sarebbero avvenuti episodi tali da arrivare a parlare di bullismo.

Nelle classi della Scuola Primaria in cui docenti e/o genitori hanno segnalato situazioni critiche, la scuola è intervenuta e continua ad intervenire, predisponendo molte risorse umane e attivando strategie didattiche  per poter migliorare i comportamenti e le relazioni sociali.

Nelle classi prime della Scuola Secondaria non ci risulta nessun reiterato comportamento scorretto tale da ascrivere a bullismo: l’Insegnante responsabile dell’inserimento Stranieri e della dispersione, presente in tutte le classi della Secondaria, ma che ha  anche contatti costanti con tutti i plessi di Materna e Primaria, conferma l’assenza di situazioni critiche.

Ricordiamo che proprio l’Amministrazione Comunale ha finanziato fin dalla fine degli anni ’90 lo Sportello Ascolto per i ragazzi e le famiglie su richiesta della scuola, con interventi da parte di psicopedagogisti sia sui singoli sia sui gruppi classe, a testimonianza della storica sensibilità e dell’attenzione con cui si guarda al benessere degli studenti come persone.

Inoltre la Scuola ha partecipato a progetti ad hoc come Bull.doc dell’Associazione “Da donna a donna” proposto dal Comune da cui è emersa una situazione senza anomalie e @uxilia, “Fiabe Giuridiche”, un libro di storie per insegnare ai bambini i concetti base dell’educazione alla legalità.

Quest’anno come istituto comprensivo abbiamo aderito al progetto Whatsup sullo starbene a scuola finanziato dalla Carigo e condotto per il nostro istituto dalla psicopedagogista dott. Cabas che segue anche la Consulta Comunale dei Ragazzi e che per anni ha gestito lo Sportello Ascolto, quindi conosce molto bene la realtà di Ronchi. Come istituto, proprio per intervenire nelle situazioni di maggiore criticità, abbiamo deciso di estendere Whatsup (un progetto che nasce per la scuola secondaria) anche ad alcune classi della scuola primaria.

Singoli episodi di comportamento scorretto, nostro malgrado, capitano tra ragazzi di tutte le epoche e latitudini; d’altra parte è impegno costante per i docenti vigilare ed intervenire sia con i ragazzi sia segnalando alle famiglie coinvolte affinché non si ripetano.

Tornando all’articolo, i toni usati sono stati lesivi per l’immagine della nostra Istituzione Scolastica e hanno offeso l’operato di molti professionisti, interni ed esterni, che lavorano quotidianamente in prima linea per il benessere dei ragazzi.

Il fenomeno del bullismo è un problema serio che va affrontato con professionalità e che necessita della collaborazione di tutti: scuola, famiglie e Istituzioni del territorio.

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